“Boned Appetit”: una sfida traduttiva

(Chiuso provvisoriamente)

Senza nessun sgravio da parte
dei governi locali o federali,
dobbiamo restare aperti
ed esporre i nostri dipendenti
al pericolo.

Ma nessun problema!
Dovremo solo mangiare all’aperto.

Mmm, inizia a fare freddo.
Forse possiamo mettere
dei paraventi.

Brr!
Servirebbe anche un tetto.

Perfetto! Adoro mangiare
in sicurezza all’aperto.

(l’originale è qui)

Questa vignetta dell’americano Matt Lubchansky riflette le difficoltà dei ristoratori a tenere aperti i loro locali durante la pandemia. Ho già proposto la mia versione tradotta, ma stavolta la difficoltà traduttiva sta nel titolo…

“Boned Appetit”. Il titolo allude chiaramente al francese “bon appétit”, cioè “buon appetito”, anche perché dalle illustrazioni si capisce che il protagonista è il proprietario di un ristorante francese (Chez Foode). Comunque l’autore ha voluto giocare con le parole “bon”, ovvero “buono”, e “boned”, cioè “disossato”. Considerando il contesto, però, il ristoratore dev’essere flessibile e adattarsi alle restrizioni, cercando di trovare quindi delle soluzioni per mandare avanti il locale. Di conseguenza, “boned” implica anche il significato di flessibilità, del potersi adattare a nuove condizioni.

Ma come si potrebbe tradurre questo titolo in italiano? Purtroppo non è possibile mantenere lo stesso gioco di parole tra “bon” e “boned”. Quindi, basandoci sul significato implicito di “boned”, si potrebbe optare per “Mangiare con flessibilità” oppure “Appetito flessibile”. Così si mantiene il riferimento al cibo e si sottolinea il fatto che disossarsi permette a un corpo di essere flessibile. Come sempre però, si perde qualcosa nella traduzione (in questo caso la frase che richiama il francese). Comunque il traduttore deve sempre decidere quali sono le informazioni più importanti da trasmettere. Nell’esempio in questione, credo che la nozione dell’essere flessibili sia più rilevante della nota francese nel nome del ristorante.

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